mercoledì 28 febbraio 2007

MOVIT AVANTI TUTTA!!


Con l’affissione dei primi splendidi manifesti è iniziata oggi l’attivitàdel Movimento per la Vita in Cattolica a Milano! Occupando ogni scampolo dispazio che i muri del secondo chiostro offrivano, abbiamo dato inizio ad una massiccia campagna informativa per spiegare chi siamo e quali sono le idee che portiamo avanti: da Madre Teresa a Giovanni Paolo II passando per lesplendide immagini che la vita umana può evocare, abbiamo appeso buona partedei manifesti inviatici da Roma aggiungendo ad ognuno l’indicazione diquesto blog per ricevere ulteriori informazioni o mettersi in contatto con iresponsabili. Finalmente ci siamo anche noi, e ci siamo messi ben in mostra!Il prossimo punto del programma è l’organizzazione della grande conferenza inaugurale, per continuare sulla strada della cultura della vita che già coni manifesti stiamo cominciando a diffondere.

sabato 17 febbraio 2007

«pressioni di lobby capaci di incidere sui processi legislativi» contro la famiglia

La famiglia merita la nostra attenzione prioritaria»
Ratzinger: gruppi in azione contro la famiglia
Benedetto XVI: «Divorzi e unioni libere sono in aumento e l'adulterio è guardato con ingiustificabile tolleranza»

Benedetto XVI (Ansa)CITTÀ DEL VATICANO - Il Papa ha denunciato le «pressioni di lobby capaci di incidere sui processi legislativi» contro la famiglia. Benedetto XVi ha parlato a un gruppo di nunzi apostolici latino-americani di «divorzi e unioni libere» in aumento, mentre «l'adulterio è guardato con ingiustificabile tolleranza». Joseph Ratzinger ha ripetuto che il matrimonio e la famiglia hanno un ruolo cruciale per il destino dell'uomo. «La famiglia merita la nostra attenzione prioritaria. Solo sulla roccia dell'amore coniugale di un uomo e una donna si può edificare una vera comunione».
17 febbraio 2007

Grazie Valentina!!

Valentina: Non mollare mai!


Ciao a tutti coloro che amano la vita.Mi chiamo Valentina, ho 18 anni e vivo in provincia di Venezia. La mia storia che in breve vi racconterò è iniziata l’8 giugno 2002 durante la pizza di classe di quarta superiore quando dopo aver fatto il test di gravidanza ho scoperto di essere incinta e in una frazione di secondo il mondo mi è crollato addosso.Inizialmente visti i miei 17 anni e la paura di una situazione troppo grande avevo pensato di abortire. Ne ho parlato poi con i miei genitori che mi hanno fatto riflettere ma la conferma della mia scelta sbagliata è avvenuta quando ho sentito il battito del cuore di quel piccolo esserino che avevo dentro di me e tornando a casa decisi di portare a temine la gravidanza. Dopo aver parlato con il mio ragazzo ed i suoi genitori fermamente convinti che l’aborto era la decisione migliore ho iniziato ad andare avanti giorno dopo giorno con la forza datami dalla creatura che tenevo dentro di me.I mesi passavano ed era sempre più bello sentirlo dentro di me muoversi, calciare, sentirlo VIVO.Al quinto mese il mio ragazzo ha cominciato a salutarmi e a chiedermi della mia bambina perché avevo saputo che sarebbe nata Gioia; a dicembre però ha ribadito il suo pensiero iniziale, non voleva prendersi alcuna responsabilità ma io ho continuato la mia vita con l’affetto dei miei genitori e dei miei amici che mi sono stati tanto vicini e che ringrazio.Il 27 gennaio 2003 alle ore 6.50 è nata Gioia 3350gr e 52cm di lunghezza. Non sono mai stata così felice, l’ho tenuta tra le braccia e guardandola negli occhi le ho giurato amore eterno.Ieri Gioia ha compiuto un mese di vita….io sono felice perché ho fatto una scelta che mi ha cambiato la vita e che non ho mai rimpianto. Darò a mia figlia l’amore di madre e anche quella di un padre che non avrà mai la soddisfazione di vedere la propria figlia crescere e augurargli il buon giorno ogni mattina con il suo dolce sorriso.La vita è una cosa meravigliosa, non uccidiamo una creatura che ci possa amare, che ci fa tornare il sorriso anche nelle giornate più buie, fate come me: dite SI ALLA VITA!!!!!!!!!!!Vorrei ringraziare il centro aiuto vita e invito tutte le ragazze in difficoltà di contattarlo perché non vi lascerà sole ed inoltre un ringraziamento particolare a Giorgio Gibertini perché è una persona meravigliosa .

venerdì 16 febbraio 2007

La mia storia fatta da un aborto, da una morte perinatale e da due splendide bambine

http://blog.libero.it/diariodellalinda


La mia storia fatta da un aborto, da una morte perinatale e da due splendide bambine
ma che percorso ho fatto?
ho vissuto la mia storia e per soffrire di meno, anzi per esternare meglio il dolore che provavo ho scritto il diario, per la precisione ho semplicemente continuato a scrivere il diario della gravidanza della Linda anche dopo la sua morte.Riuscivo a scrivere a rileggere con tanto dolore ma soprattutto scrivendo elaboravo il lutto e smussavo l'enorme macigno che avevo sul cuore.
Poi il diario con tutta me stessa è rimasto chiuso in un cassetto per quasi 4 anni ed io nel frattempo ho continuato il mio percorso per diventare mamma scrivendo altre cose sulle nuove gravidanze, con altre paure ma anche con tanti pensieri felici.
E poi ecco sentendo telegiornali, polemiche sull'aborto e articoli su la pillola del giorno dopo; ma soprattutto dopo un corso che per passione ho fatto per creare pagine web, si è concretizzato un progetto, quello di pubblicare tutto cercando di aiutare le persone che come me si erano sentite spaesate e perse in un esperienza come la mia e perchè no aiutare a capire l'inestimabile valore della vita e il nostro potere che è nullo di fronte a un tale miracolo.
In questo pogetto un po' abizioso, mi piacerebbe aiutare a capire quale percorso è l'aborto, perchè se io avessi saputo quanta depressione e tristezza mi avrebbe portato ... ci avrei sicuramente ripensato.
La mia vita sarebbe stata completamente cambiata e visto che ormai la mia scelta mi ha portato a questa storia ...

"Non cerca il potere la Chiesa degli indifesi" di Carlo Casini

"Non cerca il potere la Chiesa degli indifesi" di Carlo Casini
Hanno detto che nella recente vicenda referendaria la Chiesa ha voluto imporre il suo potere, dimostrare la sua forza, opprimere lo Stato laico. A me pare che la verità sia esattamente il contrario. La Chiesa ha accettato il rischio dell’isolamento e persino dell’aggressione da parte del potere che oggi più di tutti sembrava contare, quello mediatico; dell’incomprensione da parte dei "colti"; persino dell’abbandono da parte di alcuni fedeli; di un impoverimento economico (non minacciano forse i radicali e le vetero-femministe una propaganda contro l’8 per mille?). Questa non è una Chiesa che ama il potere. Se la Chiesa avesse cercato le convenienze e il potere avrebbe tentato di adattarsi; rincorso il compromesso, persino tacere. Invece no. Proviamo ad immaginare che cosa sarebbe successo se avessero vinto i referendari. Il cardinale Ruini, dopo l’esito dei referendum, ovviamente non si è dichiarato vincitore. Ha detto soltanto di aver fatto il suo dovere. Quale dovere? Perché? Verso chi? Viene in mente la bolla Sublimis Deus di Paolo III che nel 1537 si alzò in piedi contro il potere e gli interessi dei conquistadores per proclamare che «indios veros homines esse». Così veniva riconosciuta la dignità umana degli indigeni dell’America ridotti in uno stato di vera e propria schiavitù e privati delle loro proprietà dalla forza delle armi spagnole. Non c’è solo la Chiesa di Galileo o di Giordano Bruno per cui Giovanni Paolo II ha chiesto perdono. E non c’è solo la presenza diffusa e molecolare di donne e uomini che vanno in tutto il mondo per stare accanto ai poveri lasciandosi infettare da malattie tropicali, accettando disagi di ogni genere, rischiando la prigione e non raramente la violenza e la morte. Nessuno può negare che questa sia la Chiesa dei poveri. Ma è tale anche la Chiesa che sa alzare la voce in difesa degli ultimi della terra, "oppressi", addirittura nel loro fondamentale "diritto alla vita" (Giovanni Paolo II, Evangelium Vitae). "Povero" quell’essere umano appena passato dal nulla all’esistenza, magari nel freddo di una provetta? Se "povero", allora il "dovere" di cui ha parlato il cardinale Ruini è uno stretto dovere di carità. La Chiesa non ha difeso un’opinione, neppure un valore, neppure una legge. Ha difeso i figli nella fase più fragile della loro esistenza. Ha impedito che si tornasse a considerarli cose selezionabili, congelabili, distruggibili. "Poveri"? Ho avuto la fortuna di incontrare testimonial ben più autorevoli di qualche attrice o anche di qualche scienziato. Testimoni che di povertà se ne intendevano per averla cercata e condivisa fino in fondo, fino all’estremo, come Madre Teresa di Calcutta, o che l’hanno saputa attraversare, condividere e vincere nell’esempio di una paternità e maternità con larghe braccia, come Zeno Saltini; che l’hanno subita nell’oppressione e nella fatica del lavoro come Karol il grande. Loro hanno parlato dei bambini non ancora nati minacciati di morte come i più poveri tra i poveri. E loro sapevano bene che cosa era la povertà.Adesso l’esito straordinario del referendum suggerisce di continuare. Con arroganza? Per inseguire e umiliare l’avversario? No, per ricominciare. Possibilmente tutti insieme, quelli che gridano solidarietà e quelli che gridano libertà, perché capiscano dove sta la radice della solidarietà e della libertà e la facciano sviluppare in tutte le direzioni.Forse è venuto il momento di un’operante riflessione su quel passo dell’Evangelium Vitae che in parte ho prima citato.Rileggiamolo per intero: «Come un secolo fa ad essere oppressa nei suoi fondamentali diritti era la classe operaia, e la Chiesa con grande coraggio ne prese le difese, proclamando i sacrosanti diritti della persona del lavoratore, così ora, quando un’altra categoria di persone è oppressa nel diritto fondamentale alla vita, la Chiesa sente di dover dare voce con immutato coraggio a chi non ha voce. Il suo è sempre il grido evangelico in difesa dei poveri del mondo, di quanti sono minacciati, disprezzati e oppressi nei loro diritti umani. Ad essere calpestata nel diritto fondamentale alla vita è oggi una grande moltitudine di esseri umani deboli e indifesi, come sono, in particolare, i bambini non ancora nati». Un nuovo inizio allora, un nuovo inizio oggi.